I Racconti del lavoro invisibile: parte oggi il percorso multi-mediale di ricerca e rappresentazione della femminilizzazione del lavoro

Cominciano oggi 29 gennaio, alla Casa internazionale delle donne, I racconti del lavoro invisibile, percorso multi-mediale di ricerca e rappresentazione della femminilizzazione del lavoro come paradigma che ha trasformato il modo di lavorare, le richieste – o le pretese? – del mercato del lavoro per tutti/e, in questi tempi precari.
Perché cura, capacità di gestire le relazioni e risolvere problemi, spirito di sacrificio, gratuità, flessibilità, mobilità, multitasking – che sono oggi competenze richieste a tutte le persone, sia uomini che donne – sono storicamente caratteristiche proprie del cosiddetto “lavoro di cura” che le donne hanno sempre fornito – senza retribuzione – nella propria casa e per la propria famiglia. E che hanno portato nel mercato del lavoro, quando hanno cominciato a entrarvi in massa.
I Racconti del lavoro invisibile è un progetto promosso dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD), in collaborazione con l’associazione Per, il magazine online Babelmed e la Casa internazionale delle donne di Roma.
Con questo progetto l’AAMOD intende valorizzare in maniera innovativa le preziose, e perlopiù inedite, fonti storiche cinematografiche del suo immenso archivio, facendole interagire con i percorsi tracciati:
– dall’artista Maria Chiara Calvani, che percorre la città raccogliendo, registrando e mappando i gesti del lavoro di cura, fuori dai luoghi domestici
– dell’audio documentarista Andrea Giuseppini, che rintraccia le voci e i suoni del lavoro invisibile nei luoghi che pure frequentiamo, primo fra tutti la stessa Casa internazionale delle donne
– dai/lle partecipanti del laboratorio teatrale guidato da Olivier Malcor e Teresa Di Martino che si svolgerà presso la Casa internazionale delle donne sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, per poi allestire uno spettacolo di teatro-forum il 7 febbraio, alle ore 21
– dalle associazioni Asinitas, Assomoldave e Strane Straniere con cui saranno organizzate delle proiezioni di film dell’AAMOD riservate alle donne immigrate che partecipano alle loro attività, per cogliere il loro sguardo contemporaneo sull’Italia del lavoro di ieri
dai/lle partecipanti al laboratorio audiovisivo curato da Antonio Venti e Carlo Antonicelli finalizzato alla produzione dei contenuti per una installazione in 3D mapping e realtà aumentata all’interno della Casa internazionale delle donne, dal 26 al 28 febbraio 2015.
Nei 4 incontri dedicati a Parole e immagini il progetto percorrerà la storia della femminilizzazione del lavoro tra ieri e oggi. Primo appuntamento il 29 gennaio alle ore 17.30 con C’era una volta la fabbrica.
Si prosegue il 5 febbraio, stessa ora, con Volevo i pantaloni; il 12 febbraio si racconta Il lato invisibile della migrazione, per finire il 19 febbraio con Mi piego ma non mi spezzo sulle strategie per far fronte alla crisi occupazionale.
Ogni appuntamento permetterà di apprezzare uno o più film dell’AAMOD e un film documentario o un audio documentario di produzione recente, mentre il dialogo con il pubblico sarà affidato ad autori e autrici di romanzi, saggi e reportage giornalistici che hanno contribuito a svelare la trasformazione del mondo del lavoro da quando le donne vi hanno fatto ingresso.

Il sito www.iraccontidellavoroinvisibile.it renderà conto di tutto il percorso creativo, rendendo visibile il fare dietro le quinte del progetto, come pure – attraverso uno speciale Focus – il percorso di riflessione teorica e ricerca, delle donne e non solo, che oggi offre una prospettiva nuova per guardare alle trasformazioni del mercato del lavoro – e della vita – in corso.




'I Racconti del lavoro invisibile: parte oggi il percorso multi-mediale di ricerca e rappresentazione della femminilizzazione del lavoro' Un commento

  1. 13 febbraio 2015 @ 16:44 Culturiamo | i racconti del lavoro invisibile

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