Il Mostro dell’Hinterland: la recensione dell’ultimo romanzo di Matteo Ferrario

Non capita spesso di leggere gialli su situazioni realmente accadute e, soprattutto, coinvolgenti come Il Mostro dell’Hinterland, l’ultimo romanzo di Matteo Ferrario edito da Fernandel.
Ed è anche raro cominciare a leggere un romanzo del genere e vedersi dinanzi già il volto dell’assassino, nudo e crudo, ovvero il protagonista Riccardo Berio, un quarantenne solitario e intelligente, definito una mente brillante, che viene accusato di aver brutalmente ucciso i suoi due vecchi zii che sembrano essere perfetti e con cui condivideva una villetta bifamiliare.

Riccardo viene subito additato come un mostro, che tutta l’opinione pubblica non vede l’ora di mettere sotto con critiche pesanti e accuse per ostentare il senso di giustizia che attanaglia il nostro Paese. Sembra infatti che Matteo Ferrario si sia ispirato ad una vicenda realmente accaduta, facendo particolare attenzione a come i media oggi in Italia si accaniscono su tragiche vicende solo per la famosa audience, senza soffermarsi più di tanto su ciò che c’è dietro o su ciò che è la realtà, basta che si parli di giustizia e che si stia dalla parte del giusto, quello che per tutti lo è. Riccardo si dichiara sempre innocente, anche durante un’intervista faccia a faccia con la famosa giornalista Alda Pursino, il volto della giustizia nel momento in cui si confronta con il presunto assassino. Ma, anche se fosse davvero colpevole, andando avanti nella storia ci si convince che si, Riccardo ha avuto tutte le ragioni per fare quello che ha fatto, anche se ha dimostrato così di non essere la persona per bene che tutti credevano.

Nonostante il tema importante, numerosi personaggi che raccontano la storia dal loro punto di vista, Il Mostro dell’Hinterland non risulta mai pesante, anzi risulta un giallo molto godibile e interessante dal punto di vista narrativo e descrittivo.
Anche se l’autore non si sofferma a psicanalizzare i personaggi nel profondo, il lettore riesce comunque ad empatizzare con la vicenda, che fa riflettere su come l’opinione pubblica può essere manipolata a piacimento dei media, con la spettacolarizzazione di eventi del genere, giocando con il malessere delle persone, facendo finta di aiutare quando in realtà si finisce per peggiorare.

Il Mostro dell’Hinterland è davvero un romanzo da consigliare a chi ama i gialli e, perché no, anche e soprattutto a chi non li ama per far sì che si appassioni ad un genere non facile da scrivere.
Ilaria Scognamiglio



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Nata nel 1989, vissuta a Napoli ma trapiantata a Roma da qualche anno, ho sempre avuto una passione per l'ambito della comunicazione e del giornalismo, tanto che sto per completare il mio corso di studi proprio in Scienze della comunicazione. Scrivo di cinema perchè la settima arte è una delle mie più grandi passioni. La mia vita gira intorno al cinema e ai libri, trovando un pò di spazio anche per le serie tv. Amo classici alla Via col Vento, i film drammatici, romantici e storici, senza dimenticare i miei amati film d'animazione e la bella commedia all'italiana.


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