Il nostro resoconto de Le Muse di Mucha al Complesso del Vittoriano

Il Complesso del Vittoriano presenta per la prima volta a Roma, dal 15 aprile all’11 settembre, Alphonse Mucha, una esposizione monografica curata da Tomoko Sato, prodotta e organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con la fondazione Mucha.

Si tratta di uno degli artisti cechi più celebri al mondo, che raggiunse la fama internazionale nella Parigi fin de siècle grazie ai suoi manifesti per gli spettacoli teatrali di Sarah Bernhardt, nota attrice francese. Protagonista di primo piano dell’Art Nouveau, seppe interpretarla in maniera originale e personale con l’introduzione dell’elemento slavo, emanazione della sua coscienza nazionalistica.

Abile disegnatore, prolifico ma soprattutto versatile, Mucha (1860-1939) si è espresso in diversi campi e su vari supporti: oltre ai manifesti, gioielli, allestimenti d’interni, scenografie teatrali, articoli di design, dipinti, volumi illustrati, sculture e fotografie, fu anche insegnante d’arte e pensatore politico.

Le sei sezioni in cui è suddiviso lo spazio espositivo esplorano l’opera di Mucha attraverso altrettanti aspetti della sua personalità, stigmatizzati sulle pareti dai suoi stessi aforismi: l’identità boema, la creazione di immagini per il grande pubblico, il cosmopolitismo, il misticismo, il patriottismo e la speculazione filosofica. Le duecentotrenta opere provenienti dalla Mucha Trust Collection restituiscono, così, un fedele ritratto di Alphonse Mucha, ripercorrendone il percorso figurativo e umano.

Tra le tante, si possono ammirare opere come Gismonda, il primo manifesto di Mucha, dipinto per Sarah Bernhardt, dai colori pastello, dagli enigmatici motivi bizantini, dal formato e dalla composizione originali, intriso di aura mistica. E ancora, il suo capolavoro, l’Epopea slava, monumentale dipinto in venti episodi della storia ceca e di altri popoli slavi. Caratteristiche dello “stile Mucha”, come lo definirono i francesi, sono le eleganti linee curve, fiori e motivi fitomorfi, slanciate figure femminili sconosciute e celebri, idealizzate dai lunghi capelli fluenti, sensuali e sinuose, inserite in composizioni armoniose.

Dai suoi lavori emerge lo spirito dell’artista filosofo, che credeva nel valore universale dell’arte, al servizio della patria,e per il quale l’artista doveva ispirare la gente e tendere, attraverso la propria opera, al progresso della società.
Obiettivo del mio lavoro non è mai stato distruggere, ma costruire, unire; perché deve essere speranza comune che l’umanità cammini insieme e questo avverrà tanto più facilmente quanto maggiore sarà la comprensione reciproca. La conquista dell’unità e della pace tra gli uomini attraverso il rispetto dell’identità etnica e delle differenze culturali proprie di ogni nazione. Un messaggio quanto mai attuale e urgente, non un’utopia, ma che vorremmo realizzato anche e soprattutto al di fuori di questa mostra.

Informazioni utili:

Alphonse Mucha

Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, 15 aprile – 11 settembre 2016

Dal lunedì al giovedì 09.30-19.30. Venerdì e sabato 09.30-22.00. Domenica 09.30-20.30

Informazioni e prenotazioni: 068715111. www.ilvittoriano.com

Anna Maria Melchiorre




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